Le botteghe delle pietre

Home/Le botteghe delle pietre
Le botteghe delle pietre2021-04-25T12:50:02+00:00

La storia dei mosaici a Firenze

I più antichi mosaici oggi conosciuti risalgano al terzo millennio avanti Cristo.

Si tratta dei magnifici mosaici ritrovati nelle sepolture egiziane. Tuttavia, molto più famosi sono i mosaici realizzati dai Greci e Romani: l’arte musiva era apprezzata e spesso usata per abbellire le loro residenze più raffinate. Ed insieme ai mosaici realizzati con le piccole tessere di pietre geometriche, nei ricchi palazzi e nelle basiliche si trovano anche pavimenti in commessi di marmo chiamati sectilia, cioè “tagliato in lamine sottili”, scelte per colore e con le quali formavano i delicati disegni figurati.

Proprio questa tecnica può essere riconosciuta come l’antenato del “mosaico fiorentino” chiamato anche “commesso in pietre dure”.

Come spesso accade, l’arte del mosaico fiorentino nasce grazie alla vanità umana e la voglia di lasciare una tracia nell’eternità.

Ogni arte ha bisogno di qualche mecenate, e la Firenze dei Medici era ricca e generosa con gli artisti.

Nel 1588 il granduca Ferdinando I de’ Medici istituì a Firenze l’Opificio delle Pietre Dure che doveva assicurare la realizzazione dell’ambizioso progetto di suo padre, Cosimo I.

Lui, il primo Granduca di Toscana, aveva deciso di creare una degna sepoltura per i membri della sua famosa famiglia.

Cosimo non fece in tempo per vedere realizzato il suo sogno, e furono i suoi figli a costruire la grande Cappella dei Principi presso la basilica di San Lorenzo.

Le pareti e il pavimento della cappella sono ricoperti dalle pietre di grande pregio, e il progetto iniziale (mai realizzato) prevedeva di ricoprire anche la volta di lapislazzuli per imitare il colore azzurro del cielo.

Nelle pareti della cappella sono inseriti gli stemmi delle città del Granducato realizzati proprio con la tecnica del commesso in pietre dure.

I maestri dell’Opificio eseguirono con grande cura ogni dettaglio degli stemmi.

Ancora più sorprendenti sono i mosaici dell’altare che sembrano dipinti con un finissimo pennello.

Stupisce la raffinatezza dei motivi, la perfezione dell’esecuzione e il genio umano che vide nella roccia la bellezza e la vivacità dei colori.

Le pietre venivano da tutto il mondo, ed uno dei primi maestri, Costantino de’ Servi fu spedito addirittura presso la corte di Persia per il rifornimento dell’Opificio!

Incredibile che ancora dopo 450 anni i maestri moderni del commesso fiorentino usano praticamente gli stessi strumenti, la stessa ricetta della colla e soprattutto lo stesso indispensabile ingrediente e cioè l’olio di gomito!

Torna in cima