Il primo riformatorio nel mondo nasce a Firenze

Il primo riformatorio del quale si abbia notizia al mondo, nacque a Firenze nel 1650, grazie a Ippolito Francini.

Francini era un artefice fiorentino, particolarmente abile nella lavorazione delle pietre dure e nella “spianatura delle luci degli occhiali”, ossia le lenti.

Grazie alla cura con cui eseguiva i lavori, entrò in contatto con Galilei Galilei, con il quale collaborò per anni alla costruzione di lenti per cannocchiali. La sua reputazione cresceva sia in Italia che nel resto d’Europa, come i suoi averi, come dimostra la prova d’acquisto di una casa in via della Lambertesca a Firenze.

Ben presto iniziò ad ospitare nella sua casa sia i ragazzi abbandonati dai genitori sia quelli venuti dalla campagna e scappati dalla miseria, in cerca di lavoro.

In pochi mesi il numero dei ragazzi da lui aiutati crebbe al punto tale da doversi procurare un ulteriore spazio di accoglienza, nel quale faceva arrivare i pasti provenienti da casa sua e dove spesso si recava a servire ai tavoli i ragazzi.

Ma il numero dei “monelli” continuava ad aumentare, fu allora che il Francini chiese ed ottenne dal cardinale Leopoldo de’ Medici un locale del demanio. Fu proprio qui che rimase gravemente ferito da una coltellata nell’ottobre del 1653, essendo intervenuto per porre fine ad una lite fra due ragazzi.

Nel giro di pochi giorni morì, non prima di avere fatto testamento ed aver perdonato i suoi “monelli”, e averli in ultimo raccomandati a due suoi carissimi amici, il sacerdote Filippo Franci e Benedetto Salvi.

La promessa che i due fecero poche ore prima della morte del Francini fu quella di non abbandonare ciò che egli aveva generosamente costruito e donato. Per concessione granducale fu aperto l’edificio detto della Quarconia nei pressi della Loggia Dei Lanzi.

Possiamo ritrovare tracce di questa storia di carità e generosità nella presenza del Tabernacolo della Quarconia, dove è raffigurato San Filippo Neri che presenta i monelli alla Vergine, in via dei Cimatori a Firenze.

Fonte: Fotografia di interni nel mercato extralberghiero – Editore: Dario Flaccovio

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